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Paolo Malagutti

Paolo Malaguti è uno scrittore italiano che è già stato nostro ospite nella prima edizione di “Parole in un bicchiere”.
Nato a Monselice nel 1978 insegna lettere a Bassano del Grappa. Ha esordito nella narrativa nel 2009 con “Sul Grappa dopo la vittoria” e fino al 2022 ha pubblicato altri sei romanzi e due opere di saggistica spaziando dal fantasy al romanzo storico con particolare attenzione ai temi naturalistici. Vincitore del “Premio Internazionale di Letteratura Città di Como” nel 2019, del “Premio Biella Letteratura e Industria” nel 2021 e del “Premio Mario Rigoni Stern” nel 2022, è stato finalista del “Premio Strega” nel 2016 e del “Premio Campiello” 2019.

Ora è in finale per il premio “Latisana” con Matteo Melchiorre.
Ci presenterà “Piero fa la Merica”, libro in uscita ad aprile 2023, che racconta l’epopea e la perdita dell’innocenza degli italiani nelle Americhe durante le migrazioni di fine ottocento attraverso lo sguardo di un ragazzo quindicenne.

Piero dei Gevori ha quindici anni e vive ai margini del bosco del Montello, l’antica riserva di legna della Serenissima. In famiglia sono tantissimi e poverissimi, hanno una casa che sta in piedi per miracolo, mangiano poco e non possiedono nulla. Come se non bastasse, la cattiva sorte si accanisce su di loro. Da qualche tempo, giú al paese, si dice che alla Merica regalino la terra a chi ha voglia di lavorare. Dopo l’ennesima ingiustizia, per i Gevori mettersi in viaggio in cerca di fortuna non è piú una scelta, ma l’unica salvezza. Eppure, quando arrivano in Brasile insieme alla marea di italiani in fuga dalla miseria, non trovano il paradiso promesso. Lí in mezzo al nulla bisogna farsi spazio, abbattere gli alberi per costruire tutto da zero: dovranno strappare la terra al mato, tra le minacce sconosciute della foresta vergine, lontani da tutto e da tutti, senza alcuna possibilità di tornare alla vita che si sono lasciati alle spalle. Piero aiuta il padre e la sorella a mandare avanti il fondo, tira su case, semina granturco e fagioli: arriva alla sera con le ossa rotte, ma nel frattempo cresce. E crescendo impara due cose: che per morire basta il morso di un serpente, e che il primo amore è piú pericoloso di tutte le bestie feroci messe insieme. Nel groviglio del mato, oltretutto, sarà lui a scoprire quello che nessuno aveva rivelato ai migranti. La loro terra appartiene ad altri, i nativi che quelle colline le abitano da sempre. Nel suo nuovo romanzo, Paolo Malaguti dà vita a una pagina dimenticata della migrazione italiana. Con la felicità narrativa che ben conosciamo e una lingua che ha i colori del veneto, dell’italiano e del portoghese, ci proietta in un mondo lontano e avventuroso, fatto di fatica e piante esotiche, febbre dell’oro e tradizioni da custodire a un oceano di distanza.