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Irene Vella

Biografia

Irene Vella è nata il 30 maggio del 1970, a Massa Marittima.

Giornalista, scrive da sempre, raccoglie emozioni e le trasforma in storie. Oggi è editorialista di punta del magazine femminile online più letto d’Italia, “DiLei”, dividendosi tra articoli e interviste in streaming nella sua rubrica. Nel 2012 è inviata televisiva per il Cristina Parodi live a La7; da allora ha lavorato a lungo per tutte le reti nazionali, in programmi come Verissimo, Pomeriggio 5 e Mattino 5, e ha collaborato con le principali riviste femminili italiane (“TuStyle”, “Donna Moderna”, “Vanity Fair” e “Grazia”). A marzo del 2020 pubblica su Facebook la sua poesia La primavera non lo sapeva, condivisa da Chiara Ferragni, diventata virale, tradotta in 22 lingue e ripresa da Oprah Winfrey. Dopo aver risalito la spirale dell’obesità, oggi pratica kick boxing e va alla scoperta di nuovi dolci, autodefinendosi con ironia “la giornalista che sussurra alle pasticcerie e alla primavera”. Un chilo alla volta è il suo ultimo libro.

Irene Vella è sposata con Luigi. I coniugi hanno una figlia di nome Donatella. Durante i primi anni di matrimonio fila tutto liscio, fin quando Luigi non si ammala improvvisamente a causa di un’insufficienza renale cronica. Per superare questo momento, la scrittrice donerà al marito uno dei suoi reni, ed insieme riusciranno a vincere questa difficile battaglia. Irene Vella è la prima donna italiana donatrice di rene ad avere avuto un figlio

VIDEO DELLA SERATA DEL 8 MARZO 2024

TRAMA DEL LIBRO

Un memoir commovente sul viaggio di andata e ritorno dall'obesità, una voce che sovverte la body positivity riscattando dal body shaming.

Come facciamo fronte al dolore? Come colmiamo quel vuoto che sentiamo dentro?

Ognuno di noi mette in atto dei meccanismi - molto spesso inconsci per far fronte a delle situazioni diffcili, nelle quali parlare è molto più complicato del non farlo.

Irene Vella, nel suo toccante memoir dal titolo Un chilo alla volta.

Viaggio di andata e ritorno dalla prigione dell'obesità ci spiega come

ha cercato di "tapparsi la bocca" quando si è resa conto che aver donato un rene al marito, malato di insuffcienza renale, non è bastato a guarirlo.

In questo libro, ci parla della sua famiglia, di lei e dei suoi quarantadue chili in più in una società che impone un canone di bellezza e di corpi, giudicando aspramente quelli che non lo rispecchiano, senza andare oltre né tantomeno porsi la domanda sui motivi che conducono una persona a cercare rifugio nel cibo.

Tra le pagine sentiamo addosso anche a noi quegli sguardi, quel misto tra disgusto e compassione, mentre lei mangia dolore, fnché riesce a risalire da quello che defnisce un vero e proprio inferno.

Un viaggio che vale la pena compiere.